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Mancato smaltimento toner, le sanzioni per le aziende

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Sanzioni pecuniarie da 2.600 a 15.500 euro per i rifiuti non pericolosi e da 15.500 a 93.000 euro per i rifiuti pericolosi, oltre ad una serie di interdizioni dalle cariche societarie rivestite per essere ritenuti responsabili dell’attività illecita di smaltimento. Sono queste le pesantissime sanzioni in cui si può incorrere se non smaltiamo correttamente i toner del nostro ufficio. A stabilire le modalità per la corretta classificazione e gestione dei rifiuti speciali e di smaltimento e le relative sanzioni è il Decreto Legislativo 152 del 2006, una normativa complessa che delinea una guida per la specifica tipologia di rifiuto da smaltire, in questo caso le cartucce toner.

 Smaltimento toner, gli obblighi per le aziende

Le aziende titolari di partita Iva hanno dunque responsabilità dello smaltimento: per i rifiuti pericolosi, la procedura prevede l’iscrizione dell’azienda al SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) che deve essere affiancato dalla creazione di un sito di stoccaggio ad hoc (deposito aziendale che deve rispettare degli standard ben definiti) in cui poter depositare le cartucce esauste e neutralizzare quindi i potenziali rischi di inquinamento ambientale.

 Per la gestione dei rifiuti pericolosi il protocollo prevede anzitutto la corretta identificazione del bene ormai improduttivo: le cartucce esauste sono dotate di un codice (il codice CER) che indica alle aziende quali sono le prassi da seguire per il corretto smaltimento. Questo codice identificativo è allegato dai produttori dei toner all’interno della documentazione di certificazione del prodotto ed evidenzia quali polveri sottili ed inchiostri inquinanti siano presenti all’interno delle cartucce da smaltire.

Inquinanti in ufficio, i rischi per la salute

Sostanze particolarmente dannose per l’ambiente, ma anche per ambienti di lavoro e le quattro mura domestiche. Secondo i dati statistici dell’Istituto Superiore di Sanità, gli italiani vittime del cosiddetto inquinamento indoor vengono colpiti da agenti chimici, fisici e biologici che provengono in parte dall’esterno (inquinamento atmosferico outdoor, pollini) ed in parte da fonti interne. Gli studi effettuati nell’ultimo decennio a livello europeo negli ambienti chiusi, hanno rivelato un’alta presenza di inquinanti formaldeide, (HCHO), CO, NO2, benzene e naftalene, mentre quelli con bassa priorità erano acetaldeide, toluene, xileni e stirene.

LEGGI ANCHE: Toner esausti, ecco il vademecum per il corretto smaltimento

Una particolare categoria di inquinanti indoor annoverata è appunto quella dei rifiuti speciali d’ufficio: i toner, in primis, sono ritenuti tra quelli più pericolosi ed in Italia vengono utilizzate circa 7 milioni di cartucce ogni anno. Meritano dunque un’attenzione particolare anche in base a quanto previsto dal Testo Unico Ambientale, che li classifica in nocivi e non nocivi per la salute ed, in base a tale valutazione, obbliga tutte le aziende ad attenersi al sistema di raccolta e di trattamento dei toner esausti previsto dalla normativa.  Come detto, per i trasgressori esistono sanzioni di tipo pecuniario e di tipo amministrativo: quelle di carattere pecuniario prevedono multe salatissime da € 2.600 a € 15.500 per rifiuti non pericolosi, e da € 15500 a € 93000 per i rifiuti pericolosi; i procedimenti di carattere amministrativo invece prevedono sanzioni accessorie come la sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore.

 Smaltimento sicuro, ecco le soluzioni

Per evitare di incorrere in pesanti sanzioni che possono danneggiare l’azienda, gli imprenditori italiani si affidano a ditte specializzate che si occupano della raccolta e dell smaltimento dei rifiuti dalla A alla Z: Il servizio di raccolta capillare dei toner esausti di ADJ è attivo su tutto il territorio nazionale e inizia con la richiesta del numero di ritiro presso il rivenditore ADJ più vicino. La richiesta di ritiro si compila sul web e si garantisce il ritiro entro 10/12 giorni lavorativi dalla data della richiesta grazie a un accordo tra trasportatore e cliente. I toner ritirati sono avviati a trattamento con garanzia di recupero delle materie prime seconde, da reintrodurre nel processo produttivo.

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